Maro D (Maria Rosaria D'Agostino)

Maro D, Artista, curatrice e progettista, vive in Calabria, nella Locride, dove è nata e ha scelto di tornare dopo una cospicua esperienza di studio e lavoro maturata in contesti professionali e artistici internazionali. La sua attività è influenzata dalla costante ricerca interdisciplinare tra Architettura Design Teatro Musica Poesia Agricoltura Arti Visive ed Applicate Scrittura Enologia Ecologia e Scienze Umane. Nella sua espressione d’artista “installatrice” e performer combina le personali esperienze intorno al tema dello spazio concepito come dimensione fisica e spirituale di flussi e di intersezioni. “Maro D elabora processi nei quali una parte determinante è attribuita alla relazione tra chi produce e chi fruisce degli
stessi, in una dimensione di condivisione e conoscenza che prevede anche il superamento dei ruoli e delle geografie culturali; un lessico fatto di contaminazioni profonde e interazioni tra materiali e linguaggi, tra scienza ed esperienze, tra visioni e utopie. Le sue installazioni sono sviluppate negli ambienti di transizione, nei luoghi di passaggio ovvero nelle aree di bordo; opere che si defilano, che non necessitano di apparenza, né di storia, sfacciatamente accurate e nude, spesso impalpabili; pensate e realizzate per “sparire” senza lasciare ingombri, piuttosto per innescare pensieri e ulteriori processi”. I fili di lana di corda di nylon o di altre fibre con cui crea i suoi campi relazionali sono segni arcaici e marcatamente
contemporanei. Recentemente utilizza il linguaggio fotografico come supporto per la ridefinizione dei livelli della sua ricerca: un lavoro sulla lettura del suo stesso archivio visivo, uno scavo dentro l’immagine “significante”. L’opera presentata per Lìmen è una installazione costituita da
fili e immagini (materia leggera e attraversabile) dentro un locale assegnato. Essa si adatta allo spazio e alle sue misure nel senso che il suo valore è di farsi con esso, nel riconoscerne le misure, la luce, le distanze. Si chiama Nir: più che un titolo è un suono e potrebbe essere Nirvana (Paradiso) se la parola non fosse troncata, interrotta. Le sillabe mancanti possono suggerire il completamento, ovvero la mancanza può non esserci o non essere percepita come tale. Ad ogni modo, già nominando l’opera avviene una interazione tra lo spazio e chi lo “abita”. L’immagine che allego è una composizione di frame del video che utilizzo nell’installazione; il video si chiama “Nel vostro paradiso io non ci sto” (dvd 9’57’’- girato nel 2009- ideato e diretto da Maro D).