Marco Ginoretti

Cresciuto a Roma, da sempre ha immaginato mondi fantastici, trascrivendo le sue figure dell’animo in immagini reali. Fin dall’età di sei anni, sui banchi di scuola, si distraeva, disegnando dinosauri, animali striscianti e dando vita e quei protagonisti di storie fantastiche, che popolavano la sua mente. Con il passare degli anni, i disegni creati da un bambino diventano le narrazioni di un ragazzo, trovando nel fumetto una nuova modalità espressiva che rende visibile il divenire di quelle immagini in uno spazio e in un tempo in continuo movimento, storie fluide, trattenute nel susseguirsi di frame. L’isolamento mentale ed il contatto con una realtà trasgressiva creeranno la base filosofica del suo essere artista. Crescendo, scopre e conosce il lato umano, che sa tramutarsi in animale: i serpenti disegnati da bambino hanno ora un’accezione negativa, inquietante, che portano l’uomo ad agire irrazionalmente, secondo il proprio interesse. L’astrattismo non può dar vita alla materialità dei suoi pensieri, così infatti procede con lo studio dell’anatomia umana e della geometria, strumenti necessari per creare quelle storie che continuano ad affollare la sua testa ed il suo animo.