Domenico Lo Russo

Si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1962 a Firenze, dove tuttora vive. Ha cominciato a dipingere a quattordici anni; la sua prima mostra risale al 1975 alla Galleria Pananti di Firenze. Dal 1976 frequenta la Galleria Inquadrature, sempre a Firenze, dove espongono artisti di cultura “sperimentale e d’avanguardia”: L. Ori, E. Miccini, L. Bartolini, R. Ranaldi, M. Schifano, F. Angeli, T. Festa, J. Haines e M. Rotella, ed è qui che assiste alle prime “performances” e vede la Body Art. In questo periodo dipinge pochi quadri e si dedica alla ricerca artistica con la fredda “lastra xeroradiografica” verde – azzurrina dalle misure standard di centimetri 24,2 per centimetri 34,6. Recupera e raccoglie le Xeroradiografie che il radiologo scarta e crea nuove forme incidendo la polvere di selenio che ricopre la lastra; trasferisce le immagini su tela foto sensibile, di varie dimensioni, con procedimento fotografico intervenendo manualmente in ogni passaggio: nascono così “Ritratti”, “Crocifissioni”, “Giocattoli”, “Curinga”. Per undici anni si dedica a questa ricerca e pubblica nel 1979 il saggio “Scienza é/e Arte”. Ha tenuto molte mostre in spazi pubblici e privati in Italia ed all’estero. Nel 2006/2007 la Regione Calabria e i Comuni di Lamezia Terme e di Rende gli rendono omaggio con una grande antologica nel Palazzo Nicotera di Lamezia Terme e al Museo del Presente a Rende. Nel 2012 espone alla Walter Bischoff Galerie a Berlino. Di lui si sono occupati con scritti e presentazioni, tra gli altri: Egidio Mucci, Saverio Strati, Eugenio Miccini, Franco Solmi, Christian Rigal, Gabriele Perretta, Giorgio Bonomi.